Henry, hai ragionissima! io non ho idea dei costi, né tantomeno dei volumi necessari.
Però di certo so che se riesco ad esistere bici tradizionali uso city e che (credo..) siano decenti a 3-400€, l'obiettivo dei 600 è legittimo.
Il discorso, ovviamente, è: che tipo di organizzazione/volumi ci vorrebbe per arrivare a un tale obiettivo di costo? Utopico quanto vuoi, come sempre mi sottolinea di essere il ns. pres. Palinz, ma è un obiettivo sul quale fare alcuni ragionamenti. (quelli che plausibilmente fanno costruttori come Azub quando lanciano un modello come la Ec..)
Altro discorso, più concreto e immediato, è quello che fai tu in base alle tue conoscenze e dati in tuo possesso.
Il gruppo d'acquisto è una cosa, secondo me, assolutamente da stimolare.
I ccostruttori/progettisti in primis, ne avrebbero di che giovarsene.
Peraltro sappiamo benissimo che non c'è migliore promoter per un prodotto, soprattutto innovativo come una bente, di chi lo usa.
Ne consegue che avrebbe una sua logica che gli associati del gruppo d'acquisto, mettendosi insieme, comprino bici che poi faranno provare e rivenderanno e, facendo così, creerebbero mercato.
Ovviamente, nei limiti del possibile, il gruppo dovrebbe avere accesso a condizioni privilegiate (prezzi e/o modalità di pagamento) nei confronti del costruttore e/o del grossista fornitore della componentistica, in modo da poter mantenere dei prezzi decenti e mantenere per sè una qualche remunerazione per il tempo dedicato.
Il punto di partenza potrebbe/dovrebbe essere la realizzazione/acquisto di un prototipo e/o modello di 'prova'.
Prendiamo ad esempio una bella Galaxy, fors'anche usata; ci mettiamo in gruppo in giro per l'italia e ce la 'spediamo' tenendola per periodi, che so, di un paio di settimane ciascuno.
n questo tempo la metteremmo a disposizone di chi, in vario modo, o attraverso il forum, o attraverso il sito di P.U., volesse prendere un appuntamento per provarla ogni associato al gruppo d'acquisto dovrebbe, ovviamente, impegnarsi ed organizzare 'giornate di prova', trovare un luogo adatto (parcheggio vuoto?:

dove posizionarsi per far provare la (o LE) bici.
Per le giornate di prova potremo avere un portalino col calendario, il tipo di bici testabili, e magari un modulo di prenotazione..
Oh, vabbè, forse mi sono allargato, ma un declinazione di questo tipo mi sembra una delle vie più plausibili per coniugare il ns. entusiasmo, alla domanda latente del mercato e alle necessità dei costruttori.
Ci vogliamo provare ad organizzarci?..
ah, dimenticavo, in mancanza di negozianti dedicati, l'associazione potrebbe anche organizzare un piccolo fondo di garanzia per permettere l'acquisto a rate della bici dei sogni, cosa virtualmente impossibile al momento.
Pensiamoci